Ho corretto immediatamente l’errore. Giove allora con l’aiuto di Mercurio raggiunge con Plutone un accordo: la figlia avrebbe trascorso nove mesi al fianco della madre, favorendo la fertilità dei terreni, e i restanti a fianco del marito all’inferno. E ancora, Bernini non poté non guardare ai contemporanei: Angelini parlava di Rubens, mentre Rudolf Wittkower è stato in grando di cogliere rimandi al Trionfo di Bacco e Arianna, capolavoro di Annibale Carracci (Bologna, 1560 - Roma, 1609) che a Roma decora la volta della Galleria Farnese. Il Ratto di Proserpina fu il secondo dei quattro gruppi borghesiani, e Bernini iniziò a lavorarci alcuni mesi dopo aver completato il primo, l’Enea, Anchise e Ascanio, terminato nel 1619. Ovviamente gli antichi Romani hanno ripreso la leggenda dai Greci i cui protagonisti del mito si chiamavano “Ade” e “Persefone”. Divinità romana, corrispondente alla greca Persefone (v.), della qual parola, anzi, il nome di PROSERPINA non è che una derivazione e un adattamento fonetico; benché gli antichi (cfr. Da allora sono passati più di cent’anni, e il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini continua a sorprendere, affascinare e meravigliare generazioni di visitatori che giungono da ogni parte del mondo per ammirare il capolavoro germinale del barocco e l’eccelso genio del suo autore. Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte. Ad ogni modo, Giove riuscì a “mediare” un accordo, facendo sì che Proserpina potesse tornare sulla terra per sei mesi l’anno. Varrone, De lingua lat., V, 68) lo facessero derivare da proserpĕre. È quasi incredibile pensare che Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 - Roma, 1680), quando si accingeva a realizzare uno dei suoi più celebrati capolavori, il Ratto di Proserpina, aveva soltanto ventitré anni: eppure, nonostante la sua giovanissima età, era già uno scultore affermato, e aveva già avuto modo di lavorare per il potente mecenate che gli aveva commissionato il famosissimo gruppo della Galleria Borghese. della Misericordia / Bozzetti per la Fontana dei Quattro Fiumi, ARTE.it è una testata giornalistica online iscritta al Registro della Stampa presso il Tribunale di Roma al n. 292/2012 | Direttore Responsabile Luca Muscarà | © 2020 ARTE.it | Tutti i diritti sono riservati, Elefantino della Minerva (Pulcino della Minerva), Monumento Funebre di Urbano VIII Barberini, 1644 | China acquarellata su carta foderata, I gatti nell'arte: 7 imperdibili dipinti da riscoprire, Dagli Uffizi alla Basilica di San Pietro, dal giovane Picasso a Dalì: la settimana in tv su Sky, Rai, Netflix, Sette capolavori inediti del MANN svelati in anteprima dagli scatti di Luigi Spina, Le iniziative online del Museo Diocesano Carlo Maria Martini, Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Siena), Museo Civico Medievale in Palazzo Ghisilardi, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro. Roma, Galleria Borghese. La scultura del Benini è in marmo di Carrara e misura circa 255 cm di altezza compresa la base. Nel Ratto delle Sabine è chiarissimo che la spirale su cui è costruito il gruppo non tende a fare dilatare la spazialità interna del gruppo, e gli arti che vengono fuori sono estrapolazioni allo stesso modo delle statue messe nelle nicchie da cui viene fuori un braccio, una gamba e la testa stessa; ossia sono mentalmente ricomprese e riassorbite nelle nicchie, così il gruppo del Giambologna e riassorbito nella spirale generatrice del gruppo stesso”. Il gruppo è strutturalmente sostenuto da tre basi rappresentate dalle gambe di Plutone e dal corpo seduto del cane a tre teste. Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta. Il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini (1621-1622, conservato alla Galleria Borghese) è un capolavoro fondamentale per la nascita del barocco. L’opera uscì dalla bottega di Gian Lorenzo Bernini nel settembre del 1622 e fu subito trasportata presso la villa pinciana di Scipione Borghese. Riprova. Il “Ratto di Proserpina” Bernini, nonostante la giovane età dello scultore, si propone come un’opera pienamente barocca, pomposa e dinamica, senza che venga tralasciato alcun dettaglio: basti notare la presenza di Cerbero sotto le due figure, che con le sue tre teste si assicura che nessuno possa interferire nel rapimento. Abbiamo già potuto apprezzare moltissimo dello stile e dell’abilità del Bernini attraverso l’analisi de “Enea, Anchise e Ascanio“, ed oggi scopriremo tutti i dettagli del “Ratto di Proserpina”. So, when Proserpina is with her mother, the agricultural harvests are plentiful and flourishing, when the girl is in Hell with her husband, the land is dry and barren. della Misericordia, Bozzetti per la Fontana dei Quattro Fiumi, Elefantino della Minerva (Pulcino della Minerva) / Busto di Costanza Bonarelli / Santa Maria Maddalena / Busto di papa Gregorio XV Ludovisi / Busto di Francesco I d'Este / Altare del Santuario di N.S. Altri articoli che ti potrebbero interessare... La mostra di Bernini alla Galleria Borghese di Roma, tra alti e bassi, La santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini: il capolavoro in Santa Maria della Vittoria a Roma, Il sogno di san Giuseppe di Domenico Guidi: l'altro “theatrum sacrum” di Santa Maria della Vittoria, post Si tratta di una delle più celebri favole della mitologia greco-romana: Proserpina (o, in greco, Persefone) era la bella figlia di Cerere (Demetra), dea delle messi. Bernini rappresenta il momento culminante del racconto, quello più concitato e violento: il momento del rapimento. Piece of Art: Ratto di Proserpina I protagonisti della maestosa statua, tratti da un mito interno alle Metamorfosi di Ovidio, sono Proserpina, bella e giovane fanciulla dal corpo fortemente sensuale, che tenta disperatamente di sfuggire alla presa spingendo la sua mano sul volto del rapitore, e Plutone, re degli inferi, riconoscibile dagli attributi regali quali scettro e corona, ai cui piedi Cerbero, feroce guardiano dell’Ade, controlla attento con le sue tre teste che nessuno interrompa l’atto del proprio padrone. In questo articolo troverete tutti i dettagli sul “Ratto di Proserpina” Bernini, inclusa la committenza, informazioni tecniche ed ovviamente un’approfondita descrizione della scultura, in modo tale da avere una panoramica completa sul capolavoro di Gian Lorenzo Bernini. Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Gian Lorenzo Bernini intitolate: Consulta la pagina dedicata alla scultura di Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, sul sito della Galleria Borghese di Città. Lorenzo Bernini appena 22enne riuscì a rendere la morbidezza della pelle della giovane nel punto in cui Plutone afferra la sua gamba. Verifica dell'e-mail non riuscita. Leggi il seguito…. In particolare, Wittkower ha suggerito come, nel vincolare il Ratto di Proserpina alla lettura della classicità operata da Annibale Carracci, si possa individuare il punto di passaggio dal manierismo al barocco. Hai visto dal vero l’opera analizzata? Non solo: Bernini riuscì, grazie alla sua capacità nel lavorare il marmo, a infondere alla materia una pienezza che la rende viva, come ha ben spiegato Alessandro Angelini: “alla frigida tensione delle anatomie intagliate dal Giambologna, il Bernini contrappone effetti di una nuova, carnosa, sensualità. L’osservatore riesce a percepire la morbidezza della carne cedente alla pressione. Nel fianco morbido di Proserpina, su cui Plutone affonda le dita robuste, si colgono le prime ricerche di Gian Lorenzo per ottenere l’effetto del marmo morbido come se fosse cera. Data di realizzazione: 1621-1622. Dimensioni: 255 cm. Lei si dimena, scalcia, con le gambe tenta di sollevarsi per trovare una via di fuga, le mani si agitano, una colpisce il volto barbuto di Ade. Proserpina is wiggling, trying in vain to escape those relentless hands. Carattere fondamentale del suo periodo giovanile è la predilezione per la rappresentazione del momento transitorio, fuggevole. L’eccezionale realismo ed i particolari che compongono questa scultura, dimostrano l’eccezionale abilità del Bernini, il quale con il passare degli anni avrebbe affinato maggiormente il proprio stile, confermandosi come uno degli scultori più grandi di tutti i tempi. Facebook, La Madonna di Simone dei Crocifissi e un volo di fantasia tra le pagine di Marco Santagata, Poppi, tra eremi e castelli nelle silenziose foreste del Casentino, Uno straordinario episodio d'arte francescana a Siena: il ciclo di Pietro e Ambrogio Lorenzetti, La Ballerina di Degas: la storia di un'opera stroncata e di un sogno infranto, Un Novembre davanti al quale morire di malinconia. Nel ‘600 l’Italia diventò un luogo sempre meno adatto al libero esercizio di un’attività di … Luigi Grassi ci ha lasciato un interessante riassunto del contrasto tra l’espressione di Plutone e quella di Proserpina: “è più esteriore e quasi carnevalesca la maschera del Plutone, in accentuato contrasto con la tenerezza morbida e sensuosa della Proserpina, ricca di effetti pittorici, efficace in quella retorica del piantò che esprime, soprattutto nel volto, una ricerca ormai più scaltrita degli affetti”. La scultura rappresenta Plutone il re degli inferi che rapisce la giovane Proserpina. Il Ratto di Proserpina di Bernini, alle origini del barocco. La superficie bianca del marmo riflette la luce che modella le figure morbidamente. Simili a questo. Modifica ), Stai commentando usando il tuo account Facebook. Il mito di Plutone e Proserpina, col suo rimando allegorico alla rinascita della natura e, dunque, al tema della rigenerazione, ben si ricollegava, come osserò Winner, alla volontà di affermare che, con il matrimonio di Marcantonio II Borghese e Camilla Orsini e l’imminente nascita (nel 1624) del figlio Paolo, il casato dei Borghese aveva ottenuto la possibilità di rigenerarsi. La prima innovazione riguarda, come già anticipato, il ritorno al punto di vista privilegiato: se l’opera di Giambologna era stata pensata per esser osservata da diverse posizioni, Bernini, al contrario, vuol far in modo che il riguardante osservi il gruppo frontalmente, collocandosi davanti ai due personaggi così da cogliere, contemporaneamente, le espressioni dei protagonisti (Cerbero incluso: la visione frontale fa sì che una delle teste sporga dietro il piede sinistro di Proserpina) e il loro muoversi concitato. a.C. - I sec. Approfondisci. Era il 1901, e il Ratto di Proserpina, come tante altre statue della collezione Ludovisi, venne sistemato nel Museo delle Terme di Diocleziano: fu nel 1908 che si decise di spostarlo alla Galleria Borghese, così che potesse raggiungere gli altri gruppi borghesiani di Bernini. È stato poi da molti individuato, oltre a Giambologna, un altro precedente manierista, meno noto: è un bronzetto, databile attorno al 1587, di Pietro Simoni, detto Pietro da Barga (documentato dal 1571 al 1589), che raffigura proprio il Ratto di Proserpina e ch’è oggi conservato al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Ancora qualche giorno di pazienza, grazie per la tua visita! La scheda è quasi completa. La scultura fa parte del periodo di formazione del Bernini, avvenuto sotto le direttive del padre Pietro Bernini, durante il quale i punti di riferimento del giovanissimo artista erano la statuaria classica e la pittura contemporanea seicentesca. Dimensioni: 255 cm. San Longino / Busto di Paolo V / Busto di Antonio Coppola / Estasi Ludovica Albertoni / Cappella Cornaro / Anima Beata / Fontana dei Quattro Fiumi / Abacuc e l'Angelo / Cappella Raimondi / Santa Bibiana / Busti di Innocenzo X / Busto di Gabriele Fonseca / Angelo con la Corona di Spine / Fontana dei Fiumi / Fontana del Tritone / Elefantino della Minerva (Pulcino della Minerva) / Fontana delle Api / Elefante Obeliscoforo / Fontana del Leone, Martirio di San Lorenzo / San Lorenzo sulla graticola / Busto di Costanza Bonarelli, Altare del Santuario di N.S. Una immagine utile per affrontare il problema del bullismo in classe, Una interessante interpretazione sul fenomeno del bullismo è offerta dall'illustrazione intitolala Bullying di Matt Mahurin. Ratto di Proserpina: the story The story of Proserpina and Pluto is one of the most beautiful tale that mitology has left us. L’opera scultorea che il cardinale Scipione Borghese commissiona al giovane Gian Lorenzo Bernini (che ha compiuto da poco vent’anni), rappresenta il momento più intenso dell’intera storia: l’esatto istante in cui Proserpina viene rapita. Bernini was only 23 years old at its completion. “Ratto di Proserpina” (dettaglio) Gian Lorenzo Bernini. Si determinano così profondi chiaroscuri che movimentano la scena. L’opera fu commissionata dal cardinale Scipione Borghese affinché, una volta ultimata, venisse esposta nella galleria della  propria villa privata fuori Roma. L’opera rappresentante il mito di Proserpina venne donata al Cardinale Ludovico Ludovisi, il quale era una personalità molto influente poiché nipote del Papa Gregorio XV, e dopo essere conservato a lungo all’interno di uno spazio privato, nel Novecento è giunto alla Galleria Borghese, dove si trova tutt’ora. Ma, osservando il resto del corpo, s’intuisce che l’impresa di Proserpina è alquanto difficoltosa, se non impossibile: il dio è infatti ben piantato sulle robustissime gambe, la sinistra è stabilmente puntata in avanti a fare da perno, e la destra è invece più indietro per bilanciare la posizione, per far sì che Ade non perda l’equilibrio. It depicts the abduction of Proserpina, who is seized and taken to the underworld by the god Pluto. Aggiornato 21 Febbraio 2019. Il mito, capiamo bene, ci spiega il perché dell’alternarsi delle stagioni sulla Terra. The main element is the dramatic and violent movement of the bodies, that are clinging each other thanks to the strong grip of Pluto. Despite of being one of the firsts Bernini’s sculptures, the work is in perfect Baroque style. Il ratto di Proserpina è una statua a tutto tondo. Si è dibattuto anche su chi potesse aver influito sulla scelta del soggetto. readme.txt 59 Bytes. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. trucheck.it_il-ratto-di-proserpina-di-bernini.doc 162.5 Kb. Inserisci il tuo indirizzo e-mail per seguire questo blog e ricevere le notifiche per i nuovi articoli via e-mail. Data di realizzazione: 1621-1622. Gian Lorenzo Bernini 1621-1622 Marmo 255 cm Roma - Galleria Borghese L’imponente gruppo scultoreo del Ratto di Proserpina, alto 2 metri e 55 centimetri, è oggi conservato a Roma nella Galleria Borghese e fu scolpito tra il 1621 e il 1622 dalla mano dell’architetto, pittore e scultore Elisa Configliacco Bausano, ci offre una lettura approfondita e professionale del fenomeno, utilizzando l'opera dell'artista statunitense come spunto per alcune riflessioni. In molti hanno infatti discusso anche a lungo sui modelli cui Bernini potrebbe essersi rifatto per ideare il suo capolavoro. I libri utili alla lettura dell’opera d’arte, La scheda per l’analisi dell’opera d’arte, La scheda per l’analisi dell’opera d’arte, Ritratto di María Luisa de Borbón y Vallabriga di Francisco Goya. Dopo aver conosciuto, al decimo giorno, la sorte della figlia, Giove (Zeus), il re dell’Olimpo, cercò di far sì che suo fratello Plutone restituisse Proserpina alla madre. Ovidio, in his work Metamorfosi, talks about Pluto, the god of hell, who falls in love with Proserpina, so he decides to kidnap the girl, in order to make her his wife. Gianlorenzo Bernini sceglie di rappresentare il momento topico del mito, ovvero il ratto di Proserpina Bernini, nell’attimo in cui la donna cerca di divincolarsi dalle possenti braccia di Plutone che la cingono. Quel che è certo, è che sulla base originale dell’opera, scolpita nel luglio del 1622 dall’intagliatore Agostino Radi e oggi perduta (l’attuale è stata realizzata nel 1911 dallo scultore Pietro Fortunati), compariva un distico latino che recitava “Quisquis humi pronus flores legis, inspice saevi / me Ditis ad domum rapi” (“O tu che, chino, raccogli fiori, guarda me / che vengo rapita nella dimora del crudele Dite”). Proserpina si dimena cercando inutilmente di sfuggire a quelle mani implacabili. At the end of the myth, Giove finds an agreement with Pluto: Proserpina will stay six months on Earth with her mother Cerere, and other six months in Hades with Pluto. Il Ratto rimase tuttavia poco tempo all’interno della villa poiché egli stesso decise poco dopo di donarlo per cause ignote al cardinale Lodovico Lodovisi. Il capolavoro di Antonio Fontanesi, Il capolavoro di Caravaggio a Malta: la “Decollazione di san Giovanni Battista”, Il mondo mentale di Cosmè Tura: i due tondi di san Maurelio alla Pinacoteca di Ferrara, I capolavori giovanili di Michelangelo: la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri, La scoperta del Titulus Crucis e le reazioni nell'arte: Michelangelo e Signorelli, Furti di diritti, furti di opere. E anche Cerbero è un adattamento del cane di Paride nell’affresco del soffitto. Leggi anche: • Il David di Michelangelo, il gigante di marmo esempio di lotta e di coraggio • Il Rijksmuseum di Amsterdam celebra il Barocco con Caravaggio e … Ad affidargli l’incarico era stato infatti il cardinale Scipione Borghese (Roma, 1577 - 1633), uno tra gli uomini più in vista di Roma, all’epoca Camerlengo del Sacro Collegio, dopo esser stato per sedici anni Segretario di Stato del papa, nonché raffinato collezionista, alla perenne ricerca delle migliori opere degli artisti contemporanei. La scultura rimase per secoli di proprietà dei Ludovisi: quando la villa divenne di proprietà pubblica e fu demolita per permettere la costruzione di strade ed edifici nel quartiere di via Veneto, la collezione fu in gran parte acquisita dallo Stato. Cat: Arte Materie: Riassunto Dim: 10.28 kb Download: 627 Voto: 3. Il Ratto di Proserpina, tuttavia, rimase poco tempo a villa Borghese, poiché nel 1623 Scipione fece dono dell'opera al cardinale Ludovico Ludovisi, che la espose nella propria villa. ufficiale Per i restanti sei, invece, sarebbe rimasta con Plutone, di cui sarebbe divenuta sposa, nell’oltretomba. Buongiorno, volevo segnalare un errore nella battitura del nome della dea del raccolto e madre di Proserpina: non è Cecere ma Cerere. La storia di Proserpina e Plutone è di certo tra le più belle che la mitologia ci abbia regalato. The word "Rape" is the traditional translation of the Latin raptus, "seized" or "carried off", and does not refer specifically to sexual violence. Anna Coliva ha invece prodotto saggi sulle caratteristiche tecniche del gruppo berniniano, e leggendo le sue parole si può in certo modo intuire come Bernini abbia raggiunto apici di virtuosismo preclusi a tutti i suoi contemporanei: “nel Ratto di Proserpina, l’effetto mai eguagliato di morbida e sensuale cedevolezza del marmo nella gamba della fanciulla sotto le dita di Plutone è dovuto all’uniforme aspetto scabro con cui è trattata tutta la ’pelle’ della donna che aumenta l’effetto naturalistico delle carni; tale morbidezza viene ancor più esaltata per contrasto con le altre superfici lavorate da strumenti diversi: l’effetto del tessuto è trattato a raspa; il pelo del Cerbero e il terreno a gradina, le chiome a scalpello, con l’aiuto, a tratti, del trapano”. su Pare che risalga dunque a Pietro da Barga l’invenzione della presa di Plutone che stringe Proserpina mentre lei agita le gambe e si spinge con le braccia in avanti, e più sotto Cerbero blocca ogni via di fuga: e a sua volta, Pietro da Barga aveva ripreso un’idea di Vincenzo de’ Rossi (Fiesole, 1525 - Firenze, 1587), che una ventina d’anni prima realizzò un Ratto di Proserpina, oggi al Victoria and Albert Museum di Londra, dove par quasi che Plutone regga sulle sue braccia la giovane, che ci sembra seduta, più che agitata. Ci muoviamo comunque nel campo della pura ipotesi. Nel ‘600 l’Italia diventò un luogo sempre meno adatto al libero esercizio di un’attività di … / Così disse, e allargando le braccia cercò / di fermarli. Il mito di Proserpina vuole quindi che l'arrivo della primavera sia sancito dall'arrivo di Proserpina sulla Terra, e che il suo ritorno nell'Ade, sei mesi dopo, coincida con l'arrivo dell'autunno. d.C.; marmo, 147 x 107 x 52 cm; Parigi, Louvre). Il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini (1621-1622, conservato alla Galleria Borghese) è un capolavoro fondamentale per la nascita del barocco. Con il braccio destro egli circonda le sue gambe all’altezza della coscia, tenendola strettamente con la sinistra alla vita. readme.txt 59 Bytes. caravaggio, bernini, borromini. It depicts the abduction of Proserpina, who is seized and taken to the underworld by the god Pluto. La statua del Bernini è posta su un alto basamento quindi assume un aspetto monumentale rispetto all’osservatore. Se dunque per l’Enea, Anchise e Ascanio il riferimento letterario era Virgilio con la sua Eneide, per il nuovo gruppo il soggetto giungeva dalle Metamorfosi di Ovidio. La meraviglia del Ratto di Proserpina fu oggetto anche delle attenzioni di Cesare Brandi, che durante le sue lezioni di storia dell’arte rivolse un invito ai suoi studenti, per comprendere donde originasse la potenza dell’opera del giovane Bernini: “se pensate alle proporzioni maggiori dal vero e all’estrema finitezza delle superfici, considerate l’impegno a cui il Bernini si sottometteva. Cordiali saluti. Inoltre nuovi materiali per aiutarti nel lavoro: La descrizione del ritratto, La descrizione del paesaggio. Solo nel 1908 il Ratto di Proserpina fu acquistato dallo Stato italiano ed esposto nella sua sede originaria, trasformata in museo solo sei anni prima. The myth, as we can see, explains the changhing of seasons on Earth. Protagonisti della composizione sono il dramma e la violenza dei corpi torti, avvinghiati l’uno all’altro grazie alla spietata presa di Plutone. Fu commissionato da Scipione Borghese ed eseguito tra il 1621 e il 1622: per l’occasione Maffeo Barberini, il futuro Papa Urbano VIII, che si dilettava di poesia compose un distico dedicato al gruppo. Il tentativo però è vano: anche perché, peraltro, Ade ha portato con sé Cerbero, il mostruoso cane a tre teste, guardiano degli inferi, pronto a bloccare Proserpina da dietro e, muovendo le tre teste in tre direzioni diverse, attento a verificare che nessuno sopraggiunga per ostacolare i piani di Ade. Consulta la pagina: Didattica online. The Rape of Proserpina (Italian: Ratto di Proserpina) is a large Baroque marble sculptural group by Italian artist Gian Lorenzo Bernini, executed between 1621 and 1622. Buongiorno Mathilde, grazie per la segnalazione. Nel 1606, il cardinale aveva avviato i lavori di costruzione della sua villa, quella che è nota come Villa Borghese Pinciana ed è oggi sede della Galleria Borghese, e ovviamente occorreva decorarla nella maniera più acconcia: le prime realizzazioni del giovanissimo Bernini avevano attirato l’attenzione dei più esigenti collezionisti, tanto che Scipione Borghese, già nel 1618 (l’artista aveva allora soltanto vent’anni), lo ingaggiò col preciso scopo di realizzare dei gruppi scultorei da inserire nella nuova villa. "Nel Plutone e Proserpina“, ha scritto Wittkower, ”Bernini guardò l’antichità classica con gli occhi di Annibale. Non conosciamo con sicurezza le ragioni del dono: alcuni ipotizzano che Scipione Borghese dovesse ricambiare un favore ricevuto dal giovane collega, altri pensano che il potente cardinale avesse voluto privarsi del capolavoro di Bernini per ricucire buoni rapporti con la famiglia Ludovisi, con la quale non correva buon sangue (in ogni caso è altamente probabile che fosse stato un dono diplomatico, di particolare importanza). Cecere, distrutta dal troppo dolore, abbandona i campi causando gravi carestie. Inoltre la struttura complessa del gruppo crea diverse sovrapposizioni di forme. La vellutata chioma della fanciulla, l’arruffata barba di Plutone, mosse dal vento e dal morbido agitarsi delle due teste, sembrano come fondersi con l’aria circostante”. Invece la sola statua è alta circa 122 cm. Proserpina è figlia di Giove e Cerere (dea del raccolto); quest’ultima, venuta a sapere del rapimento della giovane figlia, abbandona immediatamente i campi, atto che provoca immediatamente gravi carestie. Buonasera, ci tenevo a precisare che i personaggi “Plutone” e “Proserpina” fanno parte della mitologia Romana e non Greca. Questo è il racconto del momento del rapimento nelle Metamorfosi di Ovidio, qui nella traduzione di Mario Ramous: “Proserpina / si divertiva a cogliere viole o candidi gigli, ne riempiva con fanciullesco zelo dei cestelli e i lembi / della veste, gareggiando con le compagne a chi più ne coglieva, / quando in un lampo Plutone la vide, se ne invaghì e la rapì: / tanto precipitosa fu quella passione. La statua raffigura un uomo anziano ma possente che solleva una giovane donna. L’autore della breve lirica era Maffeo Barberini (Firenze, 1568 - Roma, 1644), futuro papa Urbano VIII (lo sarebbe divenuto nel 1623) nonché grande mecenate di Bernini. S’è già accennato di come Bernini possa aver guardato al Ratto delle Sabine del Giambologna: tuttavia, Bernini riuscì ad attualizzare e a innovare in maniera dirompente e rivoluzionaria quell’altissimo modello. Il figlio di Saturno non trattenne più la sua rabbia: / aizzando i terribili cavalli, brandisce con tutto il vigore / del braccio lo scettro regale e l’immerge nelle profondità / dei gorghi: a quel colpo un varco sino al Tartaro si aprì nella terra / e il cocchio sprofondò nella voragine scomparendo alla vista”. Comincia a pensare all’esame. The Rape of Proserpina (Italian: Ratto di Proserpina) is a large Baroque marble sculptural group by Italian artist Gian Lorenzo Bernini, executed between 1621 and 1622.Bernini was only 23 years old at its completion. Così, lei non può far altro che lanciare un grido che lascia trasparire, allo stesso tempo, la vergogna per esser stata denudata (notiamo infatti il velo che le scivola dal corpo rivelando le sue forme morbide: una fedele trasposizione del dettaglio del racconto di Ovidio), il terrore per la violenza che sta subendo, lo sconforto nel realizzare che nessuno la può aiutare. ( Chiudi sessione /  Osservare le opere d'arte per capirle e imparare ad amarle. Questo dettaglio unito alla lacrima silenziosa visibile sul volto della Ninfa mostrano eccezionale realismo e una profonda attenzione ai dettagli ricercata dallo scultore barocco. Il Ratto di Proserpina nell’arte Pensando al ratto di Proserpina è impossibile non associare il mito alle sue rappresentazioni nell’arte: numerose e varie, tutte rendono giustizia alla bellezza di Proserpina e alla ferocia di Plutone che la rapisce. Tuttavia, non vi rimase a lungo: poche settimane dopo, il cardinale donò il gruppo scultoreo a Ludovico Ludovisi (Bologna, 1595 - 1632), cardinal nipote di papa Gregorio XV, che era scomparso nell’estate di quello stesso anno. Commenta sul gruppo Facebook: Ritratto di María Luisa de Borbón y Vallabriga di Francisco Goya è uno dei molti ritratti che l'artista realizzò per la famiglia aristocratica. Si tratterebbe, peraltro, anche di un parallelo simbolico, dal momento che lo stesso Plutone era accecato dall’insano amore per Proserpina nel momento in cui la rapì. Così, mentre la giovane era intenta a cogliere dei fiori da un prato, il signore dell’oltretomba la rapì, portandola con sé nelle viscere della terra, e lasciando la madre, disperata, a vagare per nove giorni e nove notti cercandola. L’espressione bramosa e vagamente estatica di lui tradisce un leggero moto di fatica: se si leggesse soltanto il suo sguardo, forse si potrebbe pensare che la figlia di Cerere possa riuscire a liberarsi, prima o poi. Per far fronte ad un eventuale critica relativa all’accentuata sensualità (problema risolto analogamente anche in Apollo e Dafne), sul piedistallo viene inciso un distico moraleggiante di Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII, inteso a conferire un significato edificante alla scultura.
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