21 I ludi scenici rimasero sempre parte integrante dei ludi, ma in età imperiale il t. tese a diventare una manifestazione cara, piuttosto che alle masse, alle élites colte, mentre i giochi, nelle loro varie forme, restavano il divertimento preferito del popolo romano. Fra il tempio e il recinto teatrale fu successivamente inserita la skenè, edificio stretto e lungo, a un piano, scenoteca più che palcoscenico, dove venivano conservati attrezzi, costumi, maschere. Avversi alla sistemazione a palchetti furono gli architetti francesi, che limitarono il numero dei palchi (loges) a favore delle gallerie e adottarono la struttura dell’amphithéâtre, comoda gradinata non a livello della platea ma su un piano rialzato. Davanti alla skenè venne sistemato il proskènion, pedana lignea destinata agli attori, due con Eschilo e tre con Sofocle, che vi accedevano dalle tre porte aperte sulla facciata della skenè, mascherata da elementi scenografici e architettonici. apparve tra sala e proscenio il prospetto scenico, sorta di tramezza lignea dipinta con finte architetture, al centro della quale si apriva una grande boccadopera incorniciata dall’arco scenico e dai suoi portanti. L’aspetto teatrale dipese dagli ambienti in cui si organizzavano gli spettacoli. e ancora oggi in uso, è un palcoscenico costituito da una piattaforma di legno quadrata (5,50 per 5,50 m ca.) di diametro). Il t. di sperimentazione ha avuto un ruolo considerevole nella trasformazione della concezione del t., almeno quanto la presenza dei registi. Hanno altresì tenuto presente la lezione dei caffè letterari, delle serate di Marinetti, del cabaret mitteleuropeo e parigino, ma anche italiano (L. Fregoli, E. Petrolini), del surrealismo, del t. della crudeltà (Artaud), della derisione e dell’assurdo (A. Adamov, Beckett, J. Genet, E. Jonesco, R. Vitrac), e le esperienze del Bread and Puppet Theatre, dell’Open Theatre, del Living Theatre, il t. povero di J. Grotowski. L’apertura dei t. è subordinata al rilascio di apposita licenza da parte delle competenti autorità. Su questi tre nuclei, sorti con autonome e precise destinazioni, si fonda l’edificio teatrale greco, perfezionato nei secoli successivi fino a raggiungere l’assetto unitario e monumentale degli esemplari alessandrini, soli rimasti: Atene, Delfi, Epidauro, Eretria in Grecia, Efeso e Priene in Asia Minore, Taormina e Siracusa nella Magna Grecia. Si ricordano le esperienze di D. Fo e C. Bene, come pure, in altra direzione, di V. Gassman. Alla metà del 16° sec. Un altro gruppo che lavora su provocazioni estreme è il T. della Valdoca (attivo dal 1980), animato da M. Gualtieri e C. Ronconi. Il teatro all'italiana, con la sua divisione in palchetti, rappresentò emblematicamente la struttura sociale dell'Italia dell'epoca: mentre in platea, nei teatri pubblici, si radunava il popolo, i palchetti, la cui gestione era affidata a società di palchettisti, erano affittati annualmente agli aristocratici, che ne potevano fare uso anche per ricevervi degli invitati, mangiare e gestire la propria vita sociale in un salotto pubblico. Lo svasamento degli ordini, invece, donava una visibilità maggiore, seppur sempre limitata. Esempi di questo tipo di teatro furono il Teatro Argentina di Roma, La Fenice di Venezia, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Catania, il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro alla Scala di Milano. L’intero edificio continuò a organizzarsi attorno all’orchestra (platea), ridotta a semicerchio. L’assemblea del culto diventò l’insieme degli spettatori che a questo culto assistevano; ma dalla pratica del culto e dalla prima tragedia (che la leggenda attribuisce a Tespi, 534 a.C., attore-autore-nomade) si sarebbe arrivati, nel dramma satirico, nella commedia, nel mimo (considerato genere inferiore), ad altri concetti che non sono necessariamente connessi con la religione. Il modello proposto da S. Serlio nel Secondo libro dell’architettura (edito nel 1545 ma concepito prima del 1539), consisteva in una cavea semicircolare di ispirazione classica; il palcoscenico era diviso in due parti: in primo piano si trovava il proscenio largo 22 m e profondo 4, in secondo piano il declivio (profondo 5 m) sul quale si elevava la scena. Mejerchol´d, A.J. l’efficienza complessiva degli edifici teatrali migliorò. Convinto assertore dell’indispensabilità del regista, che egli chiama anche corago (rifacendosi a una espressione dell’abate Ferrucci, storico della commedia dell’arte), Bragaglia fu attento a tutte le correnti innovatrici e sostenitore di ogni avanguardia, in un momento in cui la scena italiana, se si esclude la grande presenza di L. Pirandello, sembrava ancora incerta nel trovare la sua strada, una volta esaurite le esperienze simboliste, naturaliste, del t. di poesia (di cui il massimo esponente è stato G. D’Annunzio). Il teatro come struttura è cambiato moltissimo nei secoli. Sono fioriti, anche in Italia, spazi alternativi ai circuiti ufficiali: i complessi, principalmente giovanili e d’avanguardia, si sono trasferiti sia in luoghi come i t.-cantine, sia in sale più ampie, capannoni, fabbriche, palazzetti dello sport, t. tenda, a imitazione del circo. ϑέατρον, der. Quando pensiamo al teatro, ci viene alla mente un tipo di spazio preciso: un luogo costruito apposta, composto da un palcoscenico sopraelevato, che ha di fronte i posti per gli spettatori e dietro – nascosti da qualche parte – i luoghi riservati agli attori (camerini) ... (gr. 8.5 I t. stabiliL’Ottocento ebbe attori titani (come F.J. Talma, E. Kean), dominatori e moltiplicatori dispotici del personaggio drammatico; verso la fine del secolo subentrò a essi una generazione di attori filosofi, colti, intelligenti e scrupolosi, ai quali non si richiedeva potenza di mezzi esteriori ma aderente interpretazione dell’opera. In, In Italia, la nuova drammaturgia si muove su filoni diversificati ma non privi di reciproche contaminazioni, individuabili a grandi linee nel teatro di poesia, nel recupero del patrimonio dialettale, ancora parzialmente sulla traccia dell’opera magistrale di, L’apertura dei t. è subordinata al rilascio di apposita licenza da parte delle competenti autorità. La tendenza dominante tra i gruppi nuovi e nuovissimi, è però quella artaudiana del t. della crudeltà, che si associa spesso al recupero della performance legata alle arti visive. 9.5 I grandi registiIl contributo dei registi al rinnovamento del t. moderno, rivelatosi fin dai primi decenni del secolo fondamentale attraverso le esperienze tedesche, austriache, russe, francesi ecc., ha fatto sì che nella scena contemporanea abbia preso spesso ruolo prevalente proprio la messinscena, non di rado oltrepassando perfino la funzione dell’autore. È dunque la proiezione dei personaggi invocati dal coro a determinare la nascita della tragedia. 156), sia ponendo in essere norme ad hoc sui criteri e le modalità di erogazione di contributi in favore delle attività teatrali. A poco a poco si approntarono anche i palchi reali, solitamente posti su un ordine di fronte al palcoscenico e destinati ad ospitare le famiglie reali: la loro larghezza, più ampia rispetto agli altri e la posizione centrale permettevano sia una migliore visibilità dell'intera scena sia una maggiore visibilità dei monarchi da parte degli astanti e degli attori. Il pubblico comune prendeva posto in un cortile centrale (iard), scoperto (17 m ca. Geertz interpreta lo stato balinese nei termini di uno Stato-t. il quale mette in scena il potere attraverso uno sfarzoso apparato cerimoniale con il quale finisce per coincidere, e nel suo studio sulla società balinese traduce per es. Partendo dall’opera teorica e musicale di R. Wagner, con la sua idea del Totalendrama, hanno un ruolo fondamentale quali antesignani dello spettacolo antiverista moderno lo svizzero A. Appia e l’inglese E.G. Allo stesso pubblico si rivolse la prima tragedia borghese contemporanea tedesca, la Maria Maddalena di F. Hebbel, autore di drammi robustamente problematici, mentre in Italia emersero P. Giacometti e P. Ferrari, V. Bersezio e A. Torelli. La cavea era appoggiata a robuste costruzioni, internamente articolate in gallerie, ed era divisa in settori orizzontali (ima, media, summa cavea), cui si accedeva mediante aperture (vomitoria). Un esempio di maestoso teatro costruito con pianta semiellittica fu però il Teatro Regio di Torino, distrutto da un incendio nel 1936 e ricostruito differentemente. Le peculiarità architettoniche sono da ravvisarsi principalmente in alcune caratteristiche: La genesi del teatro all'italiana è da ricercarsi negli studi degli architetti umanisti del XVI secolo, che cercarono una comunione tra la pratica del teatro di corte, agito in cortili e stanze di forma rettangolare, ed il teatro greco e latino, i cui edifici sintetizzavano la necessità urbanistica a quella drammaturgica. d.C. Poi il declino di interesse per gli spettacoli pubblici per ragioni soprattutto religiose, cui contribuì la mancanza di manutenzione, comportò che al pari degli anfiteatri e dei circhi, anche i t. fossero abbandonati e ridotti a cave di materiale da costruzione, con devastazioni e crolli delle possenti ossature murarie. Nelle civiltà orientali e mediorientali, anche in tempi recenti, si è continuato a tenere gli spettacoli, come in antico, nei cortili dei templi e dei palazzi di governo, o in aree aperte, delimitate e contrassegnate da scarni elementi simbolico-scenografici. 4. È con i comici dell’arte che nasce in Europa l’organizzazione, di tipo professionistico, del t. moderno. Conoscere le parti del teatro può aiutarci a capire come eseguire il nostro balletto nel modo migliore. ), Novembre: eventi storici, santi e ricorrenze. Le modalità dell’identificazione variano da caso a caso, e comprendono livelli di partecipazione diversi. 5. Parte del teatro dove gli attori recitano. Lo stage si sviluppava in due o tre piani di altezza. Sovente, comunque, alcuni componenti della famiglia reale preferivano assistere allo spettacolo prendendo posto nella Barcaccia o nei palchi di proscenio, che affacciavano direttamente sulla ribalta e permettevano di assistere, spesso non visti, alle performance degli attori ad una distanza ravvicinata. a.C., dopo che Pisistrato, riorganizzate le feste dionisiache, affidò a Tespi l’incarico di ordinarne lo svolgimento e di sistemare un recinto adeguato in corrispondenza dell’antica orchestra dionisiaca, adiacente al tempio di Dioniso Eleuterio. Il Teatro Moderno Una nuova forma: il dramma Dopo la parentesi medievale, periodo nel quale gli spettacoli teatrali sono quasi esclusivamente sacre rappresentazioni, il genere tragico rinasce in epoca moderna, nella forma del dramma. Da Neil Simon al teatro-canzone [testo] Due spettacoli, tra risate e teatro-canzone. Infatti, il combinato disposto degli art. Il primo teatro a palchetti sovrapposti fu il Teatro della Pergola di Firenze, ultimato nel 1661 da Ferdinando Tacca. I travestimenti vanno dalla maschera facciale alla semplice pittura del volto, dal nudo all’uso di indumenti. 8. Gli antichi romani lo sollevano da terra con le loro arcate, ma il teatro rimane lo stesso. Per t. epico s’intende un t. che immette, anche ibridamente, elementi narrativi nelle rappresentazioni drammatiche: si può dire che l’epica si distingue dal t. per una maggiore possibilità di trasformabilità di mezzi e impianti scenici, valendosi anche di didascalie da manifesto, dipinte o filmate. Maggior successo popolare ebbe spesso il mimo, non parlato, interpretato da un solo attore, con l’accompagnamento di un’orchestra. La reazione più viva a questo t. dei letterati viene dagli attori di mestiere, con compagnie costituite (la più famosa sarà quella dei Gelosi con Isabella e Francesco Andreini), e ruoli fissi, che si identificano con le maschere (Pantalone, Colombina, Corallina, il Capitano, Arlecchino, Brighella, Pulcinella ecc.). Diverse erano le esigenze cui rispondeva la sua presenza: segnare una demarcazione tra sala e scena, essere il supporto di tutta una serie di lumi o fiaccole che davano luce alla scena, e chiudere infine entro una cornice scenica la prospettiva, convogliando su di essa l’attenzione e lo sguardo degli spettatori. 141-141. L’anno di nascita del t. romano si può considerare il 240 a.C., quando Livio Andronico portò per la prima volta sulla scena una tragedia e una commedia greca tradotte. Sulla scena italiana il Romanticismo acquistò caratteri religiosi con A. Manzoni, e patriottici con G.B. I vari ingressi, l’organizzazione delle scale e dei corridoi di accesso ai palchi agevolavano l’afflusso degli spettatori. Qui si esibisce il coro, il gruppo di artisti che accompagna con la danza i canti dedicati alle divinità. – Prologhi. 3.2 Il t. elisabettianoNel Cinquecento il t. si stabilizzò in una pianta con gradinate su tre lati, e un palcoscenico di tipo serliano sul quarto. 3.1 I primi t. da salaTra il 15° e il 16° sec. L’edificio era costruito in legno. La sacra rappresentazione ebbe parte rilevante nella trasformazione dello spettacolo. Il poeta drammatico configura i fatti come assolutamente presenti; il poeta epico come assolutamente passati. TEATRO MODERNO ON LINE - Daniela Morozzi - Stefano Cocco Cantini. Agli stessi principi fondati su problemi di acustica risponde la pianta ellittica. Sempre Vincenzo Scamozzi progettò il Teatro all'antica di Sabbioneta, che vide la luce tra il 1588 ed il 1590. A). Il t. delle ombre necessita di uno schermo, di una fonte di luce, e di silhouettes articolate, manovrate da animatori (o mostratori) invisibili. Quello del nō, di estrazione cortigiana, risalente come il bugaku al 14° sec. Esponente della commedia attica antica è l’ateniese Aristofane che, passando in rassegna e commentando avvenimenti contemporanei, scrisse satire politiche, letterarie e morali (tipiche Lisistrata, Le rane, Le nuvole). 9. ).Ma con l’andare del tempo, caduto il monopolio clericale, la rappresentazione sacra venne a realizzare un momento collettivo diverso, quello della festa pubblica e religiosa, divenendo un fenomeno cittadino, promosso dalle confraternite laico-religiose o dalle corporazioni delle arti e dei mestieri, da effettuarsi nelle piazze e nei luoghi mercatali con l’appoggio dalle amministrazioni cittadine. Di particolare interesse il progetto, a firma dell'architetto Cosimo Morelli, del teatro Nuovo di Imola con pianta perfettamente ellittica presentato nel 1780 alla marchesa Lilla Cambiaso, così come il teatro Rossini di Lugo a firma dell'architetto Ambrogio Petrocchi, 1758-1760. La fossa orchestrale sparisce sotto il proscenio e occulta l’orchestra, celando al pubblico la fonte della musica e ottenendo la separazione tra «realtà e idealità», base della mistica wagneriana. Ottenuto grande successo nelle corti italiane, i comici dell’arte furono chiamati anche all’estero e con le loro compagnie più celebri espressero personalità di rilievo (tra cui T. Fiorilli detto Scaramuccia) ed ebbero discepoli in Francia, Austria, Boemia, Polonia, Russia. - Da Erodoto (VI, 21) a Luciano (De salt., 83) la parola teatro ha indicato anzitutto la massa degli spettatori; ma, accanto a questo significato, v'è l'altro, di spazio destinato ... teatro s. m. [dal lat. 4 del d. legisl. L’azione sacra si svolgeva nel plen. Il t. come edificio: l’antichità. Altro tipo di t. è quello del kabuki, spettacolo pubblico sorto in Giappone nel 17° secolo. Alla fine del Seicento la platea, condizionata dal giro dei palchi, era passata dalla primitiva pianta a U (un semicerchio raccordato in fondo sala da due pareti rette proseguenti, parallele o divergenti verso il palcoscenico) a quella mistilinea, in cui il semicerchio di fondo non si innestava direttamente nelle pareti laterali, ma mediante due raccordi minori frontali alla scena. Il melodramma, nuova forma letteraria e musicale tipicamente italiana, si colloca nel t. settecentesco a palchetti, dove il pubblico si rinnova e amplifica, anche se rimangono sempre divisioni gerarchiche e di casta, con la plebe in platea, i signori e gli assidui nei palchi, ai posti d’onore e fin sul proscenio. Il primo costruito in pietra a Roma fu quello di Pompeo (55 a.C.). il t. rinascimentale si sviluppò in maniera estemporanea e varia. Per molti secoli, nel Medioevo, il teatro è solo temporaneo […] Altri riti, sempre in occasione delle feste dionisiache, erano ‘falloforici’: durante le processioni venivano esibiti simboli della procreazione. Le rappresentazioni didattico-edificanti rilanciate sulle basi della dottrina cristiana (dal 9° sec.) Con i drammi della monaca Rosvita, vissuta in Sassonia nel 10° sec., in cui erano previsti continui mutamenti di scena, nacque la scena multipla e la rappresentazione acquistò caratteri pittorici. Brecht cerca di approdare a un t. antiromantico, espresso da un collettivo di attori-narratori che mirano al divertimento che deriva dall’osservazione critica del comportamento umano. Pianta del Palco. In questo tipo di soluzione rientrano i t. di ispirazione classica, costante obiettivo di accademici e architetti rinascimentali: ne resta esempio notevole l’Olimpico di Palladio a Vicenza (1580-85). L'edificio del teatro. Dalla lezione di Ibsen derivarono scrittori ragguardevoli del teatro dell’epoca, quali J.A. Il t. delle società di interesse etnologico. 616/1977, non può concedere la licenza per l’apertura di un t. prima di aver fatto verificare da una commissione tecnica la solidità e la sicurezza dell’edificio e l’esistenza di uscite pienamente adatte a sgombrarlo prontamente nel caso di incendio.
2020 teatro moderno struttura