Cfr. Maurizio Marini, cit, p. 381, n. 9. L’incredibile poesia di un dipinto, l’inesauribile genio caravaggesco, colpirono nel segno di molteplici cambiamenti, adattandosi pienamente ai tempi musicali della rappresentazione che è arte nel grande scenario dell’esistenza umana. Maurizio Marini (2005, n. 8), riteneva che l'estensore dell'inventario fosse stato tratto in inganno dalla evidente androginia del musico e dal ricciolo piegato a virgola sulla fronte, come una mezza luna, noto attributo simbolico della dea Diana[12]. SoundCloud. L’opera costituisce attualmente uno dei capolavori del patrimonio artistico italiano custodito nell’Ermitage di San Pietroburgo. Di notevole bellezza è la natura morta di strumenti musicali sul tavolo che sembra fare da contrappunto alla gestualità morbida delle mani che toccano le corde. Maurizio Marini (2005) lo data al 1594-1595. Alla morte del cardinale gli eredi del Monte lo vendono alla famiglia Barberini, acquisito dal cardinale Antonio come risulta da un libro spese del 16 maggio 1628[7]. 38-39 citato dal Marini, Op, cit., p. 399. E si veda K. Christiansen, 12, Maurizio Marini, op. Per Mia Cinotti tale dipinto è precedente alla versione Del Monte e databile al 1596-1597[4], come anche osserva Mina Gregori[5]. Ritratto di Papa Paolo V / Crocifissione di San Pietro / San Matteo e l'angelo / San Francesco in meditazione / Madonna dei pellegrini / San Giovanni Battista / San Giovanni Battista / Deposizione dalla croce / Giove, Nettuno e Plutone / Riposo durante la Fuga in Egitto / Conversione di San Paolo, Sacrificio di Isacco / Ritratto del cavaliere di Malta Antonio Martelli / Ragazzo morso da un ramarro / Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta, Martirio di sant'Orsola / Flagellazione / Le sette opere di Misericordia / Flagellazione di Cristo, Adorazione dei pastori / Resurrezione di Lazzaro, Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi, Storie di San Matteo (Cappella Contarelli) / Bacco / Flagellazione / Resurrezione di Lazzaro / Cena in Emmaus / San Francesco in preghiera / Ecce Homo / Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi / Coronazione di spine / Cristo alla colonna / Seppellimento di Santa Lucia, Negazione di San Pietro / Crocefissione di Sant'Andrea / / I Bari / San Giovanni Battista, Ritratto di Alof de Wignacourt / Annunciazione, Santa Caterina d'Alessandria / San Girolamo in meditazione, ARTE.it è una testata giornalistica online iscritta al Registro della Stampa presso il Tribunale di Roma al n. 292/2012 | Direttore Responsabile Luca Muscarà | © 2020 ARTE.it | Tutti i diritti sono riservati, Storie di San Matteo (Cappella Contarelli), Crocifissione San Pietro e Conversione di San Paolo (Cappella Cerasi), Ritratto del cavaliere di Malta Antonio Martelli, Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta, I gatti nell'arte: 7 imperdibili dipinti da riscoprire, Dagli Uffizi alla Basilica di San Pietro, dal giovane Picasso a Dalì: la settimana in tv su Sky, Rai, Netflix, Sette capolavori inediti del MANN svelati in anteprima dagli scatti di Luigi Spina, Le iniziative online del Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Nella tela del Metropolitan oltre all'assenza del vaso di fiori, della frutta e del piano che non è di marmo ma coperto da un tappeto orientale, vi sono altre differenze, come nei polsini della camicia che risultano non arrotolati come nella tela ex Giustiniani, ma inamidati, la cintura che cinge piuttosto in alto la figura e termina con un fiocco a destra, c'è anche una specie di fazzoletto che serve a tenere la parrucca e che ha una doppia orlatura di colore rosa, ma soprattutto il violino è più arcaico a 7 corde doppie (quello Giustiniani è a 6 corde), manca delle fenditure e ha sulla tastiera un fiore stilizzato che potrebbe essere il marchio del costruttore di inizio secolo XVI ( quello Giustiniani è un Amati con sigla a X intrecciate ); vi è poi un flauto dolce, forse tedesco e uno spinettino forse anch'esso tedesco[33], Christiansen ritiene che gli strumenti dovevano far parte della collezione del Monte, compreso il tappeto orientale (Usbak), o della collezione Barberini, mentre il violino a 7 corde è lo stesso che appare nella Musica o Concerto sempre del Metropolitan che doveva fare da pendant con il Ragazzo che suona il liuto nella medesima stanza[34]. Riguardo al ritratto del giovane suonatore di liuto, oltre alla proposta che si tratti del castrato Pedro de Montoya e all'amico di Caravaggio, il pittore siciliano Mario Minniti, dei quali si è sopra detto, si è pensato a un'altra possibilità: A. Corboz lo considera un autoritratto (un Caravaggio giovane), da mettere accanto a quello molto verosimile dei Musici o Concerto, ma dopo questo e accanto a quello, altrettanto certo, del Ragazzo morso da un ramarro, ma prima di questo[21]. V. Rodi, “L’arpa tra Cinquecento e Seicento”, Narcissus.me, 2015 Quest'ultimo, analogamente a quello presente nel Riposo durante la fuga in Egitto, è stato identificato dai musicologi che vi hanno ipotizzato quattro madrigali dal Primo libro di madrigali a quattro voci di Jacques Arcadelt (1507?-1568): Chi potrà dir quanta dolcezza provo, Se la dura durezza in la mia donna, Voi sapete ch'io v'amo anzi v'adoro, Vostra fui e sarò mentre ch'io viva. La "dedica" al Giustiniani è stata individuata nel solo originale nella grande "V" (che sarebbe l'iniziale del nome del committente, Vincenzo) dipinta come capolettera della partitura, in realtà dell'unico verso vergato "Voi sapete che v'amo", senza dimenticare che Giambattista Marino, identificandovisi, dedicò a Caravaggio e a questo dipinto almeno una sua strofa. Maurizio Marini, op. If you have a different image of similar quality, be sure to upload it using the proper free license tag, add it to a relevant article, and nominate it. Si ritiene, data l'estrema somiglianza estetica col Bacco degli Uffizi, che a posare per entrambe le opere sia stato lo stesso modello. Tra gli esemplari simili di questo soggetto, uno è in prestito al Metropolitan Museum di New York (ma proveniente dalla Wildenstein Collection), un altro è al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.[1]. Il dipinto, realizzato intorno al 1596 per il cardinale Francesco Maria del Monte (1549 – 1627). Scrive Frommel: la "figura rappresentata diventa più persona" favorendo maggiormente l'impressione di un "dirimpettaio animato"[16]. cit., p. 382. Il quadro ci raffigura un giovane musicista mentre suona il liuto, ma se l'impianto tematico è sicuramente giorgiano non lo è certamente nella ruvida caratterizzazione del viso che è opposta alla pittura del veneziano. Quello che Valentina Rodi definisce “uno degli elementi più importanti e di spicco nei dipinti a sfondo musicale di Michelangelo Merisi“, come nel caso dei suoi fedeli seguaci, è senza dubbio il vibrante suono che annunciò il cambiamento nel cuore della musica, nella sua forma, nella predisposizione a essere manipolata, piegandosi all’esigenza del secolo e della sua ineffabile quanto impudica anima. Autoritratto come suonatrice di liuto Autore: Artemisia Gentileschi 1615-1617 circa Minneapolis, Curtis Gallery. Il viso del giovane che guarda l'osservatore, trasmette l'immaginario musicale, il sogno e il desiderio di ascoltare. . L'elemento più pregevole del dipinto è sicuramente la doppia natura morta sul tavolo, rappresentata dai frutti (bellissima è la pera con i graffi bruni sulla buccia), dai fiori disposti nel vaso di cristallo che riflette la luce, e dallo spartito musicale. Christiansen, in uno studio del 1990, considera autografo il dipinto del Metropolitan, museo del quale è curatore, ma precedente alla versione Giustiniani[11]. . Lo stesso cantore castrato, Pedro de Motoya, era ospite del cardinale a Palazzo Madama, dove la pratica della musica e il collezionismo musicale erano frequentemente praticati, si veda Franca Trincheri Camiz, "The castrato Singer: from informal to formal portraiture", Franca Trinchieri Camiz, "La 'Musica' nei quadri del Caravaggio", in, Giacomo Berra, "'Il musico augellin' rinchiuso in gabbia nel suonatore di liuto del Caravaggio", in, Franca Trincheri Camiz, "La musica nei quadri del Caravaggio. È la pr, @brianzabeerfestival #BBF Nella Collezione di Alessandro Vittrice, ecclesiastico figlio di Girolamo ed Orizia di Lucio Orsi, sorella di Prospero, propagandista (o ‘’Turcimanno’’) del Caravaggio, esisteva un dipinto di simile iconografia non identificato e probabilmente perduto curiosamente descritto come "un quadro grande di una donna vestita di Diana, che suona il Cimbalo cornice arabescata m(ano) del Caravaggio". la citazione in Kristina Hermann Fiore. Il capolavoro del pittore di Caravaggio diletta l’osservatore attraverso la musica muta dei gesti, grazie allo sguardo distratto del giovane suonatore, in quel perenne viaggio spaziale che conduce e coinvolge lo spettatore nella trama della tela, nella scena rinascimentale di un musico che canta in solitudine, d’amore. Tutti i madrigali trattano di temi amorosi e passionali. A. Moir, Caravaggio, cit., p, 72, traduzione della frase in Maurizio Marini, cit., p. 400, 33. Maurizio Marini, che nutriva dubbi sulla versione Del Monte-Barberini, lo datava al 1595 (Marini, 2005, n. 9). Christiansen, in uno studio del 1990, considera autografo il dipinto del Metropolitan, museo del quale è curatore, ma precedente alla versione Giustiniani[11]. Cfr. E si veda K. Christiansen, 12, Maurizio Marini, op. Suonatore di liuto è un dipinto realizzato in olio su tela opera di Giovanni Cariani nel 1514-1516 e conservato a Strasburgo nel Musée des Beaux-Art. Cfr. In ambedue i dipinti, quello di Leningrado e quello di New York si nota il virtuosismo prospettico della disposizione dei tavoli e degli oggetti e la resa naturalistica dei due piani, uno di marmo, l'altro con una coperta damascata[27]; di pari virtuosismo è la resa della" natura morta", dei fiori e della frutta (nella versione ex Giustiniani, ma come si è detto, in origine anche nella versione Del Monte). Maurizio Marini, che nutriva dubbi sulla versione Del Monte-Barberini, lo datava al 1595 (Marini, 2005, n. 9). Alla morte del cardinale gli eredi del Monte lo vendono alla famiglia Barberini, acquisito dal cardinale Antonio come risulta da un libro spese del 16 maggio 1628[7]. Il Suonatore di Liuto (ex Beaufort) Sembrano maturi i tempi per affrontare la più importante questione caravaggesca emersa negli ultimi venti anni di ricerche, quella del Suonatore di Liuto proveniente dalla collezione del Duca di … Il ragazzo, sorpreso mentre sta per cantare, offre il suo canto d'amore, ma nello stesso tempo determina un " paragone" con" il potere universale della pittura...teorizzato dal più grande dei maestri lombardi, Leonardo da Vinci, del quale le fonti riferiscono anche la pittura di un magnifico vaso di fiori bagnati dalla rugiada" ( Hermann Fiore )[29]. Per Mia Cinotti tale dipinto è precedente alla versione Del Monte e databile al 1596-1597[4], come anche osserva Mina Gregori[5]. This file contains additional information, probably added from the digital camera or scanner used to create or digitize it. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 nov 2020 alle 16:25. 11. Maurizio Marini (2005, n. 8), riteneva che l'estensore dell'inventario fosse stato tratto in inganno dalla evidente androginia del musico e dal ricciolo piegato a virgola sulla fronte, come una mezza luna, noto attributo simbolico della dea Diana[12]. Secondo Maurizio Marini (2005, n. 9) Caravaggio non era solito - una volta eseguito un dipinto (il primo, per lo studioso, quello per il cardinale Del Monte) - eseguirne altri con varianti sostanziali, formandone una nuova stesura che cedeva poi ad altro collezionista, come invece avvenne per la Buona Ventura o, meno convincentemente, nelle due versioni delle " Stimmate di San Francesco"[13]. #adriat, ⭐️✨Luoghi magici e dove trovarli. cit., p. 379, n. 8. SOUNDS MEDIEVAL I … pal.5 con una cornice negra profilata e rabescata d'oro di mano di Michelang.o da Caravaggio" (Roma, Archivio Giustiniani, Busta 10 v.G[2]). Ala sco, #ENNIOMORRICONE Appassionata di arte e antiquariato, ha conseguito la laurea in ''Tecnologie per conservazione e il restauro'' nel 2014. cit., p. 399. Maurizio Marini, cit, p. 381, n. 9. pal.5 con una cornice negra profilata e rabescata d'oro di mano di Michelang.o da Caravaggio" (Roma, Archivio Giustiniani, Busta 10 v.G[2]). [35], Si vedano Karin Wolfe, "Caravaggio: another 'Lute player'", in. Simple little background lute piece. Appare assai interessante sottolineare la sfumatura incredibilmente sonora del dipinto caravaggesco, utile guida verso le inesorabili contratture della società artistica tardo cinquecentesca e al contempo spartito dalla quale leggere compiutamente le note di un’evoluzione musicale, oltre che l’immenso genio di un artista provato ma corroborato dalla virtù dell’ambizione, nell’animalesco spirito di un’anima errante. Stream Suonatore di Liuto by KevinMacLeod from desktop or your mobile device. Eh sì. 138, fol. Nei secoli scorsi anche la Gentileschi a Washington che accorda il liuto era considerata di Caravaggio. Il dipinto, realizzato intorno al 1596 per il cardinale Francesco Maria del Monte (1549 – 1627). Storia. Simona Corciulo nasce a Gallipoli il 5 maggio del 1992. Un rapporto simbolico può trovarsi con i cinque sensi, vista, olfatto, udito, tatto e gusto, infatti le corrispondenze possono essere con le figure offerte in primo piano (vista), i fiori (tatto e olfatto), il gusto (tatto e gusto), gli strumenti musicali ( il tatto e la vista, con il virtuosismo dell'esperienza delle corde distinte persino nello spessore o la posizione del violino che sporge dal tavolo verso lo spettatore come se potesse afferrarlo, l'udito )[30].Oltre ai sensi, anche l'armonia è alla base del soggetto. Dare pari dignità, dunque tanto alla natura morta quanto alla viva e in questo senso la frase del Moir, dopo un'attenta osservazione dei fiori sul modello della tradizione di uno specialista come Jan Bruegel, ci sembra piuttosto convincente: " I fiori di Caravaggio hanno meno l'aspetto di esemplari conservati (come in Bruegel), sono più vitali, come creature vive che ancora reagiscono crescendo al sole, nella terra, alla luce"[26]. Lo sguardo languido e la bocca socchiusa del suonatore sono un esempio della sensualità dei modelli ritratti da Caravaggio nei dipinti del suo primo periodo romano. Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 License. E questo( disse ) che fu il più bel pezzo, che facesse mai"[3]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 nov 2020 alle 16:25. Lo stile inneggiato dal Monteverdi venne furiosamente osteggiato dal critico e tecnico musicale Giovanni Maria Artusi, autore del dialogo dal titolo “Delle imperfezioni della moderna Musica“, degno sostenitore del non mutamento e accanito antagonista della “crudezze” di una musica fertile agli artifici barocchi, fatta di quegli echi “aspri et all’udito poco piacevoli”. 38-39 citato dal Marini, Op, cit., p. 399. Nella tela del Metropolitan oltre all'assenza del vaso di fiori, della frutta e del piano che non è di marmo ma coperto da un tappeto orientale, vi sono altre differenze, come nei polsini della camicia che risultano non arrotolati come nella tela ex Giustiniani, ma inamidati, la cintura che cinge piuttosto in alto la figura e termina con un fiocco a destra, c'è anche una specie di fazzoletto che serve a tenere la parrucca e che ha una doppia orlatura di colore rosa, ma soprattutto il violino è più arcaico a 7 corde doppie (quello Giustiniani è a 6 corde), manca delle fenditure e ha sulla tastiera un fiore stilizzato che potrebbe essere il marchio del costruttore di inizio secolo XVI ( quello Giustiniani è un Amati con sigla a X intrecciate ); vi è poi un flauto dolce, forse tedesco e uno spinettino forse anch'esso tedesco[33], Christiansen ritiene che gli strumenti dovevano far parte della collezione del Monte, compreso il tappeto orientale (Usbak), o della collezione Barberini, mentre il violino a 7 corde è lo stesso che appare nella Musica o Concerto sempre del Metropolitan che doveva fare da pendant con il Ragazzo che suona il liuto nella medesima stanza[34]. Tanto Del Monte che il Giustiniani erano appassionati di musica, possedevano collezioni di strumenti musicali, libri, dipinti, partecipavano attivamente a concerti, anche organizzati nelle proprie dimore; il Giustiniani era anche teorico musicale e alla pari del Del Monte e, forse dello stesso Caravaggio (nell'inventario delle sue'robe'del 1605 vi erano una "quitarra e una violina" , era un dilettante di musica[32]. [19] Il quadro, quindi, sarebbe un invito ai piaceri dell'amore e alle gioie della vita attraverso le arti (la musica e il canto), nonché ai piaceri terreni (la frutta e i fiori). A. Barberi, “Dizionario enciclopedico universale dei termini tecnici della musica antica e moderna, dai greci fino a noi”, Tipografia editrice Luigi di Giacomo Pirola, Milano, 1869 cit., p.23. Tuttavia, come ha proposto di recente Giacomo Berra, esso richiama una poesia di Luigi Tansillo in cui il poeta, solitario e innamorato, si riconosce nell'uccellino in gabbia che amerebbe la libertà dall'amata, ma ne ha timore e non vorrebbe restare senza di lei. 7. https://creativecommons.org/publicdomain/mark/1.0/, Orazio Gentileschi, The Lute Player, Italian, 1563 - 1639, c. 1612/1620, oil on canvas, Ailsa Mellon Bruce Fund, National Gallery of Art, Washington, D. C., online collection. Nel 1808 è acquistato a Parigi dal Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo. E questo( disse ) che fu il più bel pezzo, che facesse mai"[3]. cit., p.382. Il miglior #Beerfestiva, Enjoying sunrises. Cfr. L'uso dell'autoritratto si rende necessario quando non si hanno modelli a disposizione da poter pagare per le pose e nei suoi inizi era certo questa la condizione del pittore che, per autoritrarsi, aveva usato uno specchio[24]. Nel 1697 risulta dei Barberini nel palazzo alle Quattro Fontane. Non è compreso fra gli autoritratti di Caravaggio giovane nello studio di fisiognomica dell'autoritratto di Caravaggio nei suoi dipinti di Mauro de Vito[23], che invece comprendono quelli del Bacco, del Bacchino malato, della Musica, del Ragazzo morso da un ramarro e del Fruttarolo. [15] Come proposto da Frommel, il modello (forse Mario Minniti), mostra maggiore consapevolezza e professionalità nel tenere le mani sul liuto e la sua camicia bianca ha più pieghe e ha i ricami. “Voi sapete ch’io v’amo, anzi v’adoro, / Ma non sapete già che per voi moro, / Chè, se certo il sapeste, / Forse di me qualche pietate avreste. Hibbard sosteneva che tanto il Baglione, quanto il Bellori, in realtà ignorassero il Suonatore presso il Giustiniani (nelle descrizioni si parla di Del Monte e non del Giustiniani) e dunque si riferiscono ad una sola redazione per Del Monte[9]. Nel “Dizionario Enciclopedico Universale dei termici tecnici della musica, antica e moderna, dai Greci fino a noi” il Barberi riporta la controversia musicale, chiarendo parte degli aspetti tecnici e riconducendo l’interesse alle ragguardevoli alterazioni promosse dal nuovo stile musicale: “[…]il comma moderno, quantunque un po’ più piccolo dell’antico, può tuttavia bastare a far sì che gl’intervalli consoni divengano dissoni, e i dissoni si cangino in consoni, e che, opportunamente levato od aggiunto alle terze ed alle seste del sistema diatonico pitagorico, ch’erano dissonanti, le rende consonanti.” (BARBERI). Il dipinto del Metropolitan Museum di New York sarebbe quello riportato nell'Inventario dei beni del cardinal Francesco Maria Bourbon del Monte, compilato il 21 febbraio del 1627: "Nella terza stanza à mano destra [del palazzo di Ripetta]...un Quadro con un'huomo, che suona il leuto di Michel Angelo da Caravaggio con Cornice negra di palmi sei" (Roma, Archivio di Stato, 30 Notaj Capitolini, Paulus Vespignanus, ufficio 28, vol. Cfr. 8. Tutti i madrigali trattano di temi amorosi e passionali. Koning, 1997, pp. Non è forse tutto il dipinto un tema della vanitas, un lamento malinconico per la transitorietà delle cose e delle esperienze di questo mondo temporale e fisico?"[31]. A. Moir, Caravaggio, cit., p, 72, traduzione della frase in Maurizio Marini, cit., p. 400, 33. Tra gli esemplari simili di questo soggetto, uno è in prestito al Metropolitan Museum di New York (ma proveniente dalla Wildenstein Collection), un altro è al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo. Un rapporto simbolico può trovarsi con i cinque sensi, vista, olfatto, udito, tatto e gusto, infatti le corrispondenze possono essere con le figure offerte in primo piano (vista), i fiori (tatto e olfatto), il gusto (tatto e gusto), gli strumenti musicali ( il tatto e la vista, con il virtuosismo dell'esperienza delle corde distinte persino nello spessore o la posizione del violino che sporge dal tavolo verso lo spettatore come se potesse afferrarlo, l'udito )[30].Oltre ai sensi, anche l'armonia è alla base del soggetto. Altri lo identificano col castrato spagnolo Pedro Montoya, che in quegli anni era cantore nella Cappella Sistina; non a caso, il fanciullo ha le labbra dischiuse, come se stesse cantando accompagnandosi con lo strumento.[17]. In ambedue i dipinti, quello di Leningrado e quello di New York si nota il virtuosismo prospettico della disposizione dei tavoli e degli oggetti e la resa naturalistica dei due piani, uno di marmo, l'altro con una coperta damascata[27]; di pari virtuosismo è la resa della" natura morta", dei fiori e della frutta (nella versione ex Giustiniani, ma come si è detto, in origine anche nella versione Del Monte). H.Christiansen, Caravaggio, New York, Metropolitan Museum, 2000, p, 202, n. 25, A Caravaggio Rediscovered, the Lute Player, Ultima modifica il 11 nov 2020 alle 16:25, Эрмитаж - Sito ufficiale del Museo dell'Ermitage, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suonatore_di_liuto&oldid=116584187, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Wildestein Collection in prestito al Metropolitan Museum, New York, Karin Wolfe, "Caravaggio: another 'Lute player'", in, A. Czbor, Autoritratti del giovane Caravaggio in Acta Historiae Artium Acadamiae Scientiarum Hungaricae, II, 1955, pp. Suonatore di tiorba Autore: Antiveduto Gramatica 1605 circa Torino, Galleria Sabauda. Suonatore di liuto è il soggetto di un dipinto realizzato tra il 1595 e il 1596 dal pittore italiano Caravaggio. Nel 1697 risulta dei Barberini nel palazzo alle Quattro Fontane. Il “Suonatore di liuto” coincide pienamente con l’instabile natura di Michelangelo Merisi forgiato dall’atmosfera romana, della Roma di Papa Clemente VIII , negli anni che videro l’esecuzione in piazza Castel Sant’Angelo di Beatrice Cenci, l’eroina romana accusata di parricidio.
2020 suonatore di liuto