Il mistero pasquale è il vertice di questa rivelazione ed attuazione della misericordia, che è capace di giustificare l'uomo, di ristabilire la giustizia nel senso di quell'ordine salvifico che Dio dal principio aveva voluto nell'uomo e, mediante l'uomo, nel mondo. Cristo conferisce a tutta la tradizione vetero-testamentaria della misericordia divina un significato definitivo. Quante cose queste parole dicono ad ogni uomo sul suo simile ed anche su di lui stesso! 11-12; 8, 16 s.; 1 Mac 4, 24). I nostri pregiudizi sul tema della misericordia sono per lo più il risultato di una valutazione soltanto esteriore. 15. Sarebbe forse difficile cercare in questi libri una risposta puramente teorica alla domanda che cosa sia la misericordia in se stessa. Is 63, 9). Se ne è parlato già nell'enciclica Redemptor hominis; converrà, tuttavia, tornare ancora una volta su questo tema fondamentale. Per cui soffre in se stesso una divisione, dalla quale provengono anche tante e così gravi discordie nella società». Tuttavia, in nessun momento e in nessun periodo storico - specialmente in un'epoca così critica come la nostra - la Chiesa può dimenticare la preghiera che è grido alla misericordia di Dio dinanzi alle molteplici forme di male che gravano sull'umanità e la minacciano. Questa esperienza fu sociale e comunitaria, come pure individuale e interiore. Gesù, soprattutto con il suo stile di vita e con le sue azioni, ha rivelato come nel mondo in cui viviamo è presente l'amore, l'amore operante, l'amore che si rivolge all'uomo ed abbraccia tutto ciò che forma la sua umanità. Fino a che «le cose di prima» non passeranno, la croce rimarrà quel «luogo» al quale potrebbero riferirsi ancora altre parole dell'Apocalisse di Giovanni: «Ecco, sto alla porta e busso. Diviene più palese che l'amore si trasforma in misericordia quando occorre oltrepassare la precisa norma della giustizia: precisa e spesso troppo stretta. Sacro Convento, © 2020 tutti i diritti riservati • Credits. Nm 14, 18; 2 Cr 30,9; Ne 9, 17; Sal 86 (85), 15; Sap 15, 1; Sir 2, 11; Gl 2, 13) e per implorarne il perdono. Un'esigenza di non minore importanza, in questi tempi critici e non facili, mi spinge a scoprire nello stesso Cristo ancora una volta il volto del Padre, che è «misericordioso e Dio di ogni consolazione». Non vi è alcun dubbio che in quella semplice ma penetrante analogia, la figura del genitore ci svela Dio come Padre. Es 3, 7 s.). In questa analogia è messa meno in rilievo l'infedeltà di tutto il popolo di Israele rispetto a quanto avveniva nella tradizione profetica, sebbene a quell'infedeltà si possa anche estendere l'analogia del figliol prodigo. A questo proposito possiamo, tuttavia, rifarci con profitto all'immagine «della condizione dell'uomo nel mondo contemporaneo» qual è delineata all'inizio della Costituzione Gaudium et spes. La dimensione divina della redenzione non si attua soltanto nel far giustizia del peccato, ma nel restituire all'amore quella forza creativa nell'uomo, grazie alla quale egli ha nuovamente accesso alla pienezza di vita e di santità che proviene da Dio. L'Eucaristia ci avvicina sempre a quell'amore che è più potente della morte: «Ogni volta - infatti - che mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice», non soltanto annunciamo la morte del Redentore, ma ne proclamiamo anche la risurrezione, «nell'attesa della sua venuta» nella gloria. Questo far giustizia della morte avviene a prezzo della morte di colui che era senza peccato e che unico poteva - mediante la propria morte - infliggere morte alla morte. Così dunque, accanto alla coscienza della minaccia biologica, cresce la coscienza di un'altra minaccia che ancor più distrugge ciò che è essenzialmente umano, ciò che è intimamente collegato con la dignità della persona, con il suo diritto alla verità e alla libertà. E tutto ciò si svolge sullo sfondo del gigantesco rimorso costituito dal fatto che, accanto agli uomini ed alle società agiate e sazie, viventi nell'abbondanza, soggette al consumismo e al godimento, non mancano nella stessa famiglia umana né gli individui né i gruppi sociali che soffrono la fame. Questa precisa immagine dello stato d 'animo del figliol prodigo ci permette di comprendere con esattezza in che cosa consista la misericordia divina. Sarebbe certamente difficile elencarle e riassumerle tutte, poiché la maggior parte di esse è vivamente iscritta nell'intimo dei cuori e delle coscienze umane. fa' che tutti gli abitanti della terra La coscienza di essere debitori gli uni degli altri va di pari passo con la chiamata alla solidarietà fraterna, che san Paolo ha espresso nel conciso invito a sopportarsi «a vicenda con amore». Custodia Generale Sacro Convento, CONNESI fornitore ufficiale fibra ottica del la preghiera di affidamento alla divina misericordia di san giovanni paolo ii Redazione Freepik Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Esse dicono che dobbiamo cercare le radici vivificanti e le ragioni intime di questo rapporto risalendo al «principio», nel mistero stesso della creazione. La Chiesa professa la misericordia di Dio, la Chiesa ne vive nella sua ampia esperienza di fede ed anche nel suo insegnamento, contemplando costantemente Cristo, concentrandosi in lui, sulla sua vita e sul suo Vangelo, sulla sua croce e risurrezione, sull'intero suo mistero. L'uomo e la sua vocazione suprema si svelano in Cristo mediante la rivelazione del mistero del Padre e del suo amore. La Chiesa proclama la verità della misericordia di Dio rivelata in Cristo crocifisso e risorto, e la professa in vari modi. La croce di Cristo sul Calvario sorge sulla via di quel meraviglioso scambio, di quel mirabile comunicarsi di Dio all'uomo, in cui è al tempo stesso contenuta la chiamata rivolta all'uomo, affinché, donando se stesso a Dio e con sé tutto il mondo visibile, partecipi alla vita divina, - e affinché come figlio adottivo divenga partecipe della verità e dell'amore che è in Dio e che proviene da Dio. È dunque necessario che tutto quanto ho detto ne presente documento sulla misericordia si trasformi in un'ardente preghiera: si trasformi di continuo in un grido che implori la misericordia secondo le necessità dell'uomo nel mondo contemporaneo. Mentre le varie correnti del pensiero umano nel passato e nel presente sono state e continuano ad essere propense a dividere e perfino a contrapporre il teocentrismo e l'antropocentrismo, la Chiesa invece, seguendo il Cristo, cerca di congiungerli nella storia dell'uomo in maniera organica e profonda. In tale segno visibile, al pari degli uomini di allora, anche gli uomini dei nostri tempi possono vedere il Padre. Nel nome di Gesù Cristo crocifisso e risorto, nello spirito della sua missione messianica che continua nella storia dell'umanità, eleviamo la nostra voce e supplichiamo perché, in questa tappa della storia, si riveli ancora una volta quell'amore che è nel Padre, e per opera del Figlio e dello Spirito Santo si dimostri presente nel mondo contemporaneo e più potente del male: più potente del peccato e della morte. Perciò, la Chiesa deve considerare come uno dei suoi principali doveri - in ogni tappa della storia, e specialmente nell'età contemporanea - quello di proclamare e di introdurre nella vita il mistero della misericordia, rivelato in sommo grado in Gesù Cristo. Come al solito, anche qui egli insegna innanzitutto «in parabole», perché queste esprimono meglio l'essenza stessa delle cose. Quale scuola di buona volontà per la convivenza di ogni giorno, nelle varie condizioni della nostra esistenza! In seguito, esso rende grazie e gloria per la misericordia, ogni volta che si sia manifestata e compiuta sia nella vita del popolo, sia in quella del singolo individuo. la voce della grande famiglia francescana di cui fate parte. Essa non cessò mai di rivelarsi, nei loro cuori e nelle loro azioni, come una verifica particolarmente creatrice dell'amore che non si lascia «vincere dal male», ma si vince «con il bene il male». (2 Cor 1, 3). Os 2, 21-25 e 15; Is 54, 6-8) e perciò perdona le sue colpe e perfino le infedeltà e i tradimenti. In tal modo la croce di Cristo, sulla quale il Figlio consostanziale al Padre rende piena giustizia a Dio, è anche una rivelazione radicale della misericordia, ossia dell'amore che va contro a ciò che costituisce la radice stessa del male nella storia dell'uomo: contro al peccato e alla morte. L'uomo giunge all'amore misericordioso di Dio, alla sua misericordia, in quanto egli stesso interiormente si trasforma nello spirito di tale amore verso il prossimo. Allo stesso modo intendevano e praticavano la misericordia i suoi discepoli e seguaci. Già l'Antico Testamento insegna che, sebbene la giustizia sia autentica virtù nell'uomo, e in Dio significhi la perfezione trascendente, tuttavia l'amore è «più grande» di essa: è più grande nel senso che è primario e fondamentale. Il messaggio messianico di Cristo e la sua attività fra gli uomini terminano con la croce e la risurrezione. Tuttavia, per mezzo di questo popolo che cammina lungo la storia sia dell'antica che della nuova Alleanza, quel mistero di elezione si riferisce ad ogni uomo, a tutta la grande famiglia umana: «Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà». Esse, già dal momento dell'incarnazione, aprono una nuova prospettiva della storia della salvezza. La Chiesa contemporanea è profondamente consapevole che soltanto sulla base della misericordia di Dio potrà dare attuazione ai compiti che scaturiscono dalla dottrina del Concilio Vaticano II e, in primo luogo, al compito ecumenico che tende ad unire quanti confessano Cristo. La Chiesa deve professare e proclamare la misericordia divina in tutta la verità, quale ci è tramandata dalla rivelazione. Es 34, 6). Se infatti la realtà della redenzione, nella sua dimensione umana, svela la grandezza inaudita dell'uomo, che meritò di avere un così grande Redentore, al tempo stesso la dimensione divina della redenzione ci consente, direi, nel modo più empirico e «storico», di svelare la profondità di quell'amore che non indietreggia davanti allo straordinario sacrificio del Figlio, per appagare la fedeltà del Creatore e Padre nei riguardi degli uomini creati a sua immagine e fìn dal «principio» scelti, in questo Figlio, per la grazia e per la gloria. La misericordia differisce dalla giustizia, però non contrasta con essa, se ammettiamo nella storia dell'uomo - come fa appunto l'Antico Testamento - la presenza di Dio, il quale già come creatore si è legato con un particolare amore alla sua creatura. E ne hanno bisogno anche se sovente non lo sanno. Occorre che il volto genuino della misericordia sia sempre nuovamente svelato. Cristo crocifisso, in questo senso, è per noi il modello, l'ispirazione e l'incitamento più alto. In pari tempo, l'«eguaglianza» degli uomini mediante l'amore «paziente e benigno» non cancella le differenze: colui che dona diventa più generoso quando si sente contemporaneamente gratificato da colui che accoglie il suo dono; viceversa, colui che sa ricevere il dono con la consapevolezza che anch'egli, accogliendolo, fa del bene, serve da parte sua alla grande causa della dignità della persona, e ciò contribuisce a unire gli uomini fra di loro in modo più profondo. Cristo, come uomo che soffre realmente e in modo terribile nell'orto degli ulivi e sul Calvario, si rivolge al Padre, a quel Padre il cui amore egli ha predicato agli uomini, la cui misericordia ha testimoniato con tutto il suo agire. Tale dominio sulla terra, inteso talvolta unilateralmente e superfìcialmente, sembra che non lasci spazio alla misericordia.
2020 preghiera giovanni paolo ii divina misericordia