Era diminuita l'autorità dei vecchi partiti borghesi, il Partito popolare tedesco, il Partito democratico tedesco, il Partito popolare bavarese eccetera, mentre si riduceva anche l'influenza del partito socialdemocratico sulle masse operaie, che manifestavano un sempre crescente malcontento per il fatto che i leaders della sua destra appoggiavano le misure reazionarie del governo si opponevano all'unità d'azione del proletariato. Il numero dei disoccupati crebbe in modo esponenziale fino a raggiungere i 6 milioni. Ai disoccupati promettevano il lavoro e l'aumento dei sussidi; agli operai un salario più elevato e il miglioramento delle condizioni di lavoro; ai piccoli contadini la liquidazione degli affitti, dei debiti e la concessione di sussidi; ai piccoli commercianti e agli artigiani la riduzione delle tasse, la concessione del credito a condizioni favorevoli; a chi era stato danneggiato dall'inflazione facevano sperare compensi finanziari; agli ex ufficiali promettevano la creazione di un nuovo esercito, che riconquistasse i territori perduti. Nel 1930 vennero effettuati 366 scioperi con la partecipazione di 244.900 operai. 4 Conseguenze sociali e politiche. Dietro sua richiesta, il governo Bruning il 30 maggio presentò le dimissioni. Nel contempo il governo aumentò le tasse, i prezzi delle derrate, e ridusse di un miliardo di marchi le spese destinate alle costruzioni di abitazioni. I monopolisti e gli junkers presero allora a sostenere più attivamente il fascismo. 4 LA GERMANIA La grande crisi economica del 1929 Durante la Prima guerra mondiale vi era stato un massiccio intervento dello Stato in economia, tanto da far parlare di socialismo nazionale o di guerra, anche se nei fatti si trattava di un regime che sotto diversi punti di vista anticipava i sistemi totalitari che si affermeranno negli anni trenta. I gruppi più reazionari dell'economia, della burocrazia e della casta militare avevano, dopo tanto cercare, trovato in Adolf Hitler il loro "uomo forte". Inoltre, questo consueto scaricare i costi negativi della crisi sui più deboli, diviene una potente arma di ricatto nella mani, in questo caso, degli Stati uniti. I1 27 gennaio 1932, in una riunione segreta a Dusseldorf, cui parteciparono 300 rappresentanti del grande capitale finanziario e industriale, Hitler espose il programma del partito nazista e promise ai monopolisti di "annientare il marxismo in Germania". Grande ampiezza assunse lo sciopero dei minatori di Mansfeld, iniziato nel giugno del 1930, per protesta contro il progetto di ridurre il salario del 15%. Registro degli Operatori della Comunicazione. In questa situazione era necessaria la più decisa e immediata azione da parte di tutte le forze democratiche. Nel paese imperversò un inaudito terrore. Soltanto sotto forma di garanzie alle esportazioni e di sussidi le grandi ditte ottennero 3,1 miliardi di marchi. Col pretesto della lotta contro la crisi, il governo Bruning assegnò ai grossi industriali, ai banchieri e agli junkers alcuni miliardi di marchi sotto forma di sussidi e crediti e ridusse le imposizioni fiscali ai capitalisti. Ma i dirigenti riformisti e cristiani delle associazioni professionali fecero fallire lo sciopero rimettendo il conflitto di lavoro all'esame di una commissione di arbitraggio. Durante la Prima guerra mondiale vi era stato un massiccio intervento dello Stato in economia, tanto da far parlare di socialismo nazionale o di guerra, anche se nei fatti si trattava di un regime che sotto diversi punti di vista anticipava i sistemi totalitari che si affermeranno negli anni trenta. Così quando improvvisamente, consapevoli che la crisi di sovrapproduzione in Germania non poteva più essere rinviata, i grandi investitori statunitensi ritirarono quasi all’unisono i loro investimenti, l’economia dipendente tedesca non poteva che subire un nuovo tracollo, visto che il valore delle sue azioni prima artificiosamente lievitato precipitò ben al di sotto del valore reale. Colpiti sono anche i lavoratori salariati, in quanto la crescente disoccupazione indebolisce i sindacati. Il 17 dicembre 1933 essa chiese l'abrogazione di tutti gli articoli militari del trattato di Versailles, l'autorizzazione ad aumentare l'esercito tedesco fino a 300.000 soldati, la ripresa della produzione di ogni tipo di armamenti e l'accesso delle truppe nella zona smilitarizzata del Reno. Nella prima metà del ‘900, gli Stati Uniti hanno rivestito un ruolo di grande importanza. 6 La Francia (prossima pubblicazione) Giorno per giorno l'enorme apparato propagandistico hitleriano sapientemente orchestrato da Goebbels si sforzava di inculcare nei tedeschi la folle idea della "missione speciale del popolo tedesco", chiamato a "dirigere" il mondo. In tal modo, con una partita di giro i soldi statunitensi investiti in Germania, ritornavano con gli interessi negli Usa. Sotto la bandiera della lotta per una cultura nazionale tedesca essi si sforzavano di attirare dalla loro parte anche gli intellettuali, fra i quali negli anni della crisi si erano diffusi stati d'animo di disperazione e di pessimismo. Dinanzi a questo pressante compito storico dovevano essere accantonate tutte le considerazioni politiche, sindacali e religiose che disunivano le classi popolari. Alle elezioni per il nuovo Reichstag, che si tennero il 31 luglio, il partito nazista ottenne 13 milioni 800.000 voti ed ebbe 230 deputati. Il partito comunista, nonostante il clima di terrore, raccolse 5 milioni 400.000 voti e ottenne 89 mandati; il partito socialdemocratico circa 8 milioni di voti e 133 mandati. Il 22 gennaio gli hitleriani, con la connivenza della polizia, organizzarono una dimostrazione provocatoria contro la sede centrale del partito comunista. 7 L'Italia (prossima pubblicazione) Il 28 gennaio 1932, nell'appello "Agli operai della Germania, ai lavoratori della città e della campagna", il partito comunista dichiarava nuovamente che il compito più pressante era la realizzazione di un fronte unico operaio e invitava a lottare attivamente contro la riduzione dei salari, contro le leggi eccezionali, per il ristabilimento delle libertà democratiche, e chiamava a organizzare nelle aziende e nei rioni i gruppi di autodifesa armata per la resistenza alle bande terroristiche fasciste. Da cui, dopo la conquista del potere, avrebbero avviato, per superare crisi e disoccupazione, una politica keynesiana di grandi investimenti pubblici in deficit, destinati soprattutto al riarmo e alla costruzione di infrastrutture utili per spostare rapidamente ai confini i nuovi spaventosi strumenti bellici. 339 408 2568 Il principale organizzatore della provocazione fu Goring. Nell'ottobre del 1933 la Germania uscì dalla Società delle Nazioni e abbandonò la conferenza per il disarmo. Gli operai manifestarono elevate capacità organizzative e grande tenacia. 1 Il sorgere e lo sviluppo della crisi economica mondiale. Priva di sbocchi per le esportazioni (avendo perduto tutto l’impero coloniale a causa della sconfitta in guerra, che gli era costata la perdita di territori sia ovest che a est), e colpita da una paurosa inflazione – dovuta principalmente alla necessità di pagare i terribili costi di riparazioni della guerra – l’economia capitalista tedesca correva il serio rischio di tracollare, favorendo così la ripresa delle forze rivoluzionarie. 2.1 Cause pregresse. Il 1° marzo il partito comunista inviò alla direzione del partito socialdemocratico e all'Associazione generale dei sindacati tedeschi una seconda lettera, nella quale si proponeva lo sciopero generale politico contro la dittatura fascista. Nonostante il terrore fascista, il 5 marzo 1933 circa 5 milioni di elettori votarono per i comunisti e più di 7 milioni per i socialdemocratici. La crisi economica nei paesi capitalisti negli anni 1929-1933 I monopolisti presenti approvarono il programma reazionario di Hitler. — P.I. L’ondata inflazionistica si abbatte su Ungheria, Austria e Germania. La crisi del 1929 - La Germania. La politica estera del governo hitleriano era subordinata a un solo scopo: la preparazione e lo scatenamento di guerre aggressive di rapina per la conquista del dominio su tutto il mondo. Egli dichiarò: "Ora possiamo pensare a questo, proibire il partito comunista, annullare i suoi mandati in parlamento e in tal modo ottenere la maggioranza al Reichstag". Non essendo tuttavia sicuro di riuscire a ottenere la maggioranza al Reichstag, Hitler, immediatamente dopo l'assunzione della carica di cancelliere, in una seduta del gabinetto, cui parteciparono von Papen, von Neurath, Frick e Goring, propose di vibrare un colpo mortale al partito comunista. Naturalmente i grandi investitori, che avevano molte più informazioni, potendo assumere degli esperti, per prevenire lo scoppio della bolla speculativa, riuscirono a vendere le azioni ultra-sopravvalutate e i debiti, ormai inesigibili, in tempo per intascarne gli interessi, scaricando sugli investitori più deboli il peso negativo del crack finanziario, espressione fenomenica della crisi di sovrapproduzione dell’economia reale. Alle elezioni del Reichstag, nel settembre del 1930, il partito di Hitler ottenne un notevole successo, raccogliendo 6 milioni 800.000 voti: 107 nazisti, con alla testa Goring, entrarono come deputati al Reichstag. Il programma richiedeva l'abolizione delle imposte indirette e la riduzione di quelle dirette, l'espropriazione senza indennizzo della grande proprietà terriera e aiuti ai piccoli contadini. Il governo dell'Unione Sovietica concesse la cittadinanza a Dimitrov, che poté così lasciare la Germania e riparare nell'Unione Sovietica. In effetti, i capitalisti reagiscono all’inflazione alzando i prezzi di tutte le merci, mentre i salari restano stabili ma perdono sempre più il loro potere d’acquisto. Tale ripresa finisce con l’avere effetti benefici anche sui paesi capitalistici europei, che erano stati costretti a distruggere – in quanto più deboli – la maggior parte dei capitali e delle altre merci sovrapprodotte. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la, Copyright © Notizieinunclick – Tutti i diritti riservati, NOTIZIEINUNCLICK DA OGGI È ANCHE CANALE YOUTUBE, PROGETTO ASSISTENZA: ASSISTENZA OSPEDALIERA E DOMICILIARE ORBASSANO (TORINO), FLAVOUR BISTRO’ – PIZZERIA E RISTORANTE A SCHIO (VICENZA), LILT TORINO – LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI, CHE CODA, TOELETTATURA PROFESSIONALE AD ORBASSANO (TORINO), OGGI FLORIST DI TORINO TI PARLA DELLE PEONIE PER UN MATRIMONIO PRIMAVERILE, L’ELEGANZA DEL CRISTALLO ACRILICO: IL PORTA RIVISTE CHANEL. Noi cominceremo là dove abbiamo smesso seicento anni fa. Tra gli operai dell'industria il numero dei disoccupati superò i 5 milioni; centinaia di migliaia di funzionari, d'insegnanti, di medici, d'ingegneri si trovarono a loro volta senza lavoro, e non poche privazioni subirono anche i lavoratori delle campagne. IL TERRORE FASCISTA La borghesia monopolistica infatti non era più in grado di governare con i vecchi metodi parlamentari e della democrazia borghese e doveva quindi ricorrere ai sistemi del terrore aperto. Nel marzo del 1930 il governo socialdemocratico di Hermann Muller rassegnò le dimissioni. Il 30 agosto, alla prima seduta del nuovo Reichstag, la settantacinquenne Clara Zetkin pronunciò un infiammato discorso con il quale ammoniva il popolo tedesco sul pericolo dell'attacco del fascismo. 1.4 Conseguenze economiche: la produzione industriale dopo il 1929. A ciò cercano vanamente di ovviare con la produzione di beni di lusso, destinati agli altri membri della classe dominante che sfruttando la crisi si arricchiscono, ma anche la spesa in beni di lusso ha dei limiti strutturali. CAPITOLO IX Infine, oltre alle classi medie e ai pensionati sono pesantemente colpiti anche i risparmi della piccola e media borghesia, che vedono presto svanire i risparmi di una vita, visto che la moneta è sempre più svalutata. da Accademia delle Scienze dell'URSS, Storia universale vol IX, Teti Editore, Milano, 1975. trascrizione a cura del CCDP. Con la ripresa dei profitti, per paura di una nuova crisi di sovraccumulazione, diversi capitalisti investirono in titoli dello Stato essenziali per quest’ultimo per riprendere a pagare, oltre i crescenti interessi, le pesanti rate delle riparazioni di guerra a Inghilterra e Francia. 8 La Spagna (prossima pubblicazione) 342 941 8817redazione@notizieinunclick.com, cell. In questo modo essi avevano preparato la strada al fascismo. Con gli 800 milioni di marchi-oro investiti e prestati dai capitalisti statunitensi, la crisi di sovrapproduzione fu ulteriormente rinviata. Il nuovo cancelliere abolì alcuni dei più odiosi decreti straordinari di von Papen, ma la "pacificazione" da lui promessa non venne raggiunta. Nei primi giorni del gennaio 1933 a Colonia, nella casa del banchiere Kurt von Schroder, si svolse un incontro fra von Papen, Hugenberg e Hitler, nel quale venne definitivamente decisa la consegna del potere nelle mani dei fascisti. Lo sciopero era guidato da un comitato centrale eletto dagli scioperanti, e nelle imprese operavano comitati di sciopero, picchetti di massa e gruppi di autodifesa operaia. Aveva così inizio, dietro il paravento di una comune crisi di governo, la dittatura nazista in Germania. 3382126731i.foglio@notizieinunclick.com, w-app +39 329 8565261a.zorgniotti@notizieinunclick.com, relazioni istituzionali e corrispondente da Albania e Balcani, Conduttore del programma“Fuori dal coro” su Rete 4, cell. La crisi dipende dalla logica stessa del modo di produzione capitalistico che porta alla concorrenza i capitalisti che, per imporsi, tendono ad aumentare sempre più i livelli di sfruttamento, ma in questo modo riducono tendenzialmente la domanda pagante. Le banche americane e britanniche e i trust di questi paesi avevano investito miliardi di dollari nella ricostruzione del potenziale militare della Germania, con l'intenzione d'impegnarla nella lotta contro l'Unione Sovietica, e i grossi monopolisti americani come Morgan, Dupont, Rockefeller e altri avevano appoggiato per diversi anni il partito hitleriano. I leaders di destra della socialdemocrazia rifiutarono anche in questa occasione la proposta dei comunisti, sabotando l'azione comune antifascista della classe operaia. Mancando carta moneta di grande taglio, le persone che ancora se lo potevano permettere, erano costrette a fare provviste con valigie cariche di carta moneta che ormai non valeva più del suo costo reale. La conferenza formò il cosiddetto "fronte di Harzburg", a nome del quale Hitler e Hugenberg chiesero le dimissioni del governo Bruning e del governo prussiano, guidato dal socialdemocratico O. Braun. A essere colpiti sono innanzitutto i pensionati e i sottoproletari, che non hanno strumenti di difesa dal punto di vista sociale, in secondo luogo i ceti medi poco organizzati e abituati a mettere in campo forme di lotta in grado di incedere. Il partito comunista si rivolse più volte alla direzione della socialdemocrazia proponendo di lottare assieme contro il fascismo, ma i leaders socialdemocratici rifiutarono costantemente l'unità d'azione. 328/4643900alberto.rizzo@notizieinunclick.com, tel. IL RAFFORZAMENTO DELLA MINACCIA FASCISTA Il partito comunista condusse con energia e coerenza la lotta per la formazione di un fronte unico operaio antifascista, affermando che il fascismo avrebbe portato al popolo enormi rovine, avrebbe condotto alla guerra e alla catastrofe nazionale. Decine di migliaia di piccole imprese e banche vennero assorbite dalle grosse banche e dai monopoli, causando un'ulteriore concentrazione del potere economico e politico nelle mani di un gruppo di monopolisti. Milioni di commercianti, artigiani, contadini, impiegati, funzionari, ufficiali e operai arretrati cedettero alla raffinata demagogia sociale e nazionale dei nazisti e seguirono le loro parole d'ordine "Contro Versailles e l'oppressione nazionale", "Per una Germania forte", "Per il terzo Reich". Il principale ostacolo sulla strada della supremazia mondiale era per gli hitleriani l'esistenza dell'Unione Sovietica. Fu questa un'importante vittoria delle forze democratiche sul fascismo. 3 Il protezionismo e la Grande depressione. Inizia così una caduta tendenziale del tasso del profitto, che è l’unico movente che spinge i capitalisti a investire in attività produttive. Venne nuovamente proposta la candidatura di Hindenburg, e i socialdemocratici la sostennero, affermando che la sua elezione avrebbe salvato il paese dal fascismo. Nella prima Guerra Mondiale il paese americano è entrato a fianco della Triplice Intesa, sbaragliando completamente la Germania e gli altri componenti della Triplice Alleanza, affermandosi come la più grande potenza economica a livello mondiale. ", "Rispondere immediatamente con lo sciopero di massa, con lo sciopero generale!". Si tratta di semplici scommesse su qualsiasi cosa, a partire dal valore delle azioni di imprese che vengono così, per aggirare la crisi, sempre più spesso quotate in borsa. Il capo del trust "Vereinigten Stahlwerke AG" Fritz Thyssen, già nel 1929, aveva organizzato a Dusseldorf un incontro fra Hitler e i più grossi industriali della Ruhr e finanziava largamente la campagna elettorale del partito nazista, che ricevette ingenti mezzi finanziari anche dalla "IG-Farben Industrie" da altri gruppi monopolistici.
2020 crisi economica germania 1929